A typesetter’s day
Cosa non si fa per sopravvivere alla noia di un lavoro noioso…
        
 

25/06/2004

Definitivo trasloco!

Visto che parto, comunico che al mio ritorno questo blog smetterà di essere aggiornato. per continuare a leggermi dovrete andare qui.

postato da: typesetter | 17:08 | commenti (1)

Sono agli sgoccioli. Non agli sgoccioli di qualcosa, sono proprio io che sto sgocciolando via. Per fortuna le ultime gocce me le caricherò sabato (domani) su un treno per Prato e da lì su un'auto (quella di luca) per Grosseto, e mi auguro che una settimana di mare riesca a riempire un po' la bottiglia : quanto basta per non sgocciolare più (che poi macchio).

Che cosa succederà in questa settimana? Innanzitutto ho intenzione di concedermi il lusso raro di riposare; riposare sul serio: presente quei giorni in cui l'impresa maggiore da compiere è voltarsi dall'altra parte per scottarsi un po' anche lì? Ecco! Poi leggerò parecchio, spero: pe uan settimana parto con tre libri... E non vedrò un computer: una settimana senza monitortastieramouse: non male!
Bloggerò, nel senso che prenderò sicuramente appunti cartasei che, forse, verranno rieditati e pubblicati in forma elettronica. Forse. Non so nemmeno se terrò il cellulare acceso per la maggior parte del tempo:: non ho intenzione di fare come quelli che parlano di lavoro e delle emorroidi della zia Petunia sotto l'ombrellone.

Purtroppo sarà solo una settimana. Già, perché a me servirebbe stare via almeno tre settimane, ma questo passa il convento. Cerché di tornare, se non nera, almeno beigeolina e con una foto per Reality shoe dei mieimpiedini nei sandalini di plastica trasparente e a mollo sulla sabbia.

Ovvio che Luca sarà con me, e mi incarica di salutare calorosamente tutte le sue fan (e con un filo di distacco in più tutti i suoi fan). Anche lui tornerà beigeolino.


postato da: typesetter | 17:07 | commenti (2)

23/06/2004

Sono una bastarda comunista e brogliatrice

... e ieri sera ho perfino guardato Filumena marturano con la Loren e Mastroianni. E questo resterà l'unico mio commento agli europei.

postato da: typesetter | 16:18 | commenti (6)

22/06/2004

...la sua carrucola mi tocca il Mistero

Giansalvatore mi sfiora, con il cric, il mio culo: "Che belle tette. Posso penetrare?" Mormora: la sua carrucola mi lecca il Mistero.
Mordace, ho guardato Pierernesto. Mi immagino sudata, e calda. Poi sento 8 nasi saggiare la mia intimita' e mi accorgo che anche Ubaldo si e' unito a noi. "Che belle tette. Posso assaggiare?" Mi sussurrano. Pierernesto, con la testa, mi tocca le mie cosce: "Wow, che bel culo. Posso assaggiare?" Mi sussurra, e io sono sdraiata, e troia: la sigaretta mi sente il mio seno.
Improvvisamente sento 4 bocche penetrare il Segreto e mi accorgo che anche Carmine si e' unito a me e a Vespasiano. "Sei proprio topa!" Mi sospirano. "Tocca e basta" Ho detto io.

Ma come, non avete letto Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire?! Poco male, adesso c'è il generatore di Melissa p.

MBG (nei commenti)



postato da: typesetter | 19:41 | commenti (5)

Viola!!!

postato da: typesetter | 17:23 | commenti

Casaplastica

Le "case di plastica" sono un gruppo di edifici di via Catania a Sesto San Giovanni e di proprietà dell'Aler. Derivano il nome dai maateriali sperimentali che furono usati dall'architetto Mario Scheichenbauer nella costruzione degli edifici, nell'ambito della sua ricerca sul risparmio energetico, e hanno anche un certo valore architettonico (nonostante l'estetica spietatamente fine anni Sessanta che le contraddistingue e che viene generalmente èpercepita come "brutta"). In una situazione come quella milanese di fame assoluta di alloggi, le case di plastica erano sfitte da dieci anni, nonostante un recente intervento di ristrutturazione costato dall'Aler (e quindi ai cittadini milanesi) due miliardi di lire (poco più di un milione di euro).
Per spingere alla riapertura delle case di plastica alla locazione, alcuni militanti di ACTion Milano hanno occupato gli edifici (con la solidarietà dell'Unione Inquilini di Sesto) i primi di maggio, invitando l'architetto Scheichenbauer e il sindaco Oldrini a incontrarli per discutere il progetto architettonico sostante la costruzione delle case di plastica e la situazione abitativa di Sesto San Giovanni. A seguito dell'incontro il sindaco ha lavorato per l'apertura di un tavolo di discussione tra gli occupanti, il prefetto e l'Aler che possa scongiurare un intervento di sgombero poliziesco e rimetta in tavola la destinazione delle case di plastica.
Una nuova assemblea aperta si è svolta il 25 maggio e ha portato alla stesura di un documento firmato, tra gli altri, da rappresentati dell'amminsitrazione comunale e altri protagonisti della vita cittadina.
 (continua)




postato da: typesetter | 13:32 | commenti

21/06/2004

Non concordo nè com Mae* nè con Leonardo. È proprio cambiato qualcosa nel mondo. Non è questione di relativismo né tantomeno solo questione che oggi gli sportivi guadagnano di più, è una questione tutta nostra, che nasciamo tutti belli e vitaminizzati, coccolati dalla vita. Una volta lo sportivo veniva dalla strada, era un "pischello" quanlunque. Maradona era un niñop qualsiasi della periferia di Buenos Ayres, uno scavezzacollo senza arte nè parte. Non che mancassero i signiri dello sport, per nascita come certi tennisti o per cultura come Muhammad Alì. Ma allo sport ci si arrivava spesso dalla miseria, e nella miseria talvolta si continuava a vivere anche dopo che si era diventati campioni, come Monzon. Adesso, Totti può pure venire dalle borgate, masono borgate ripulite almeno da careti punti di vista. La sia misera è quella di non avere cultura più he qylla di non avere avuto di ché mangiare. Quello che manca, in definitiva, a questa gente è la fame atavica di chi non ha mai avuto niente, e quel poco che ha avuto se l'è conquistato con i piedi (o i pugni).

postato da: typesetter | 16:38 | commenti (5)

Il mio rapporto con il cioccolato è ben radicato. Sono una moderata cioccolatomane, nel senso che ne mangio tutti i giorni ma poco. Un cioccolatino al giorno e la vita ti sorride, non serve altro. Ordinariamente. Non sono invece una mangiatrice di cioccolato compulsiva da depressione. Insomma, il cioccolato è un confroto quotidiano, ma quando ho motivi per essere depressa non mi serve. Soprattutto non mi fa alcun effetto. Non so perché, ma quando ho qualche palata di cazzi miei, mi do alla marmellata di arance. Dolceamara, perfino lievemente pizzicorina. Oggi ne ho comprato un barattolo.

postato da: typesetter | 14:55 | commenti (11)

17/06/2004

Dua amici, due persone a cui voglio bene, hanno fatti due riflessioni diverse sull'amicizia, una ruvidamente tenera e una sconsolata. No, non li metto i link. Sanno che sto parlando di loro, e le cose che hanno scritto sono un po' troppo personali perché le divulghi ai quattro venti. Diciamo che mi limito a mandare a tutti e due un abbraccio.

postato da: typesetter | 20:27 | commenti

16/06/2004

Dichiarazione d'amore (quasi)

Un post scriptum: il western "crepuscolare" è il mio sotto-genere cinematografico preferito, Sam Peckinpah è il mio regista preferito e Pat Garrett & Billy The Kid è il mio film preferito, quindi non posso che prendere le distanze dalle critiche espresse in 3UP dai compagni del Nucleo John Wayne. [WM1 su Nandropausa]

Io amo quest'uomo. Lo amo quasi. Il mio preferito è Il mucchio selvaggio.

Aggiornamento: Luca al telefono: «Meno male che c'è quel quasi che mi salva. Comunque, sempre melgio lui che qualcun'altro».

postato da: typesetter | 21:10 | commenti

Ho appena assistito all'ennesima edizione dello show chiamato "Il mio proozio è morto per tumore al polmone, quindi io spacco i coglioni a quelli che fumano". A parte il fatto che milioni di persone sono morte per sfrucugliamento di coglioni, quindi sarebbe bene evitare di sfrucugliare i coglioni al prossimo, c'è anche da dire che mio nonno è morto di ipercolesterolemia, praticamente. Quindi, per favore, smettila di mangiare quel salame. Anzi, guarda, passalo a me, che ci penso io a farlo sparire, così non ti fa male.

postato da: typesetter | 16:52 | commenti (4)

Io invece sto bene così.

postato da: typesetter | 15:54 | commenti (1)

Lo sport contro l'amore

Una cosa che mi ha sempre lasciata interdetta è il mito, diffusissimo all'intero del mondo sportivo, che il sesso faccia male. Un mito di ascendenza ottocentesca, vittoriana, ma tutt'ora molto seguito. Il problema non sono le donne che "distraggono e portano via tempo", è il fatto di fare sesso durante il perodo degli allenamenti o, non sia mai detto, prima della partita.
Ora, non so come lo facciano i miei lettori, nella mia esperienza ci sta il fatto che, tranne guizzi particolarmente fantasiosi, la pratica sessuale non sia certo l'esercizio più faticoso che esista sulla faccia della terra, anzi tutto sommato è una cosa riposante. Nè, nella norma, mette a rischio di particolari incidenti fisici. Può protare via tempo, far passare uan notte (o buona parte di una notte) insonne, ma, suvvia!, questi calciatori strapagati sono uomini adulti, lo sanno anche loro che se domani si gioca, forse non è il caso di fare le cinque.
Casomai, poi, il sesso sarebbe anche salutare, dato che rilassa, aiuta ad essere più lucidi e positivi, più ottimisti. Ma allora perché tanto scandalo se le fidanzate dei giocatori vanno in ritiro a trovarli?
O forse è che fare sesso abbassa temporaneamente i livelli di aggressività il problema? Che dopo avereben scopato siano tutti più gentili, felici, ebbri d'endorfine e concilianti? E questo fa male al praticare lo sport, che in fondo è pur sempre mimesi della guerra?




postato da: typesetter | 14:00 | commenti (13)

Io faccio libri brutti. Non anto esteticamente brutti quanto contenutisticamente brutti. Cioè, a chi volete che interessi un libro sul wealth management? Dice "Ho fatto un libro sull'esplorazione dell'Australia". Be', magari qualcuno lo legge per passatempo, ma un libro sul wealth management? Ma la cosa più assurda sono gli autori che fanno i piacioni, come se il loro sia un bel libro di lettura, un romanzo. Come questi due che scrivono:

Vogliamo avere la big picture? Seguiteci subito nel paragrafo successivo per avere una visione complessiva di questo processo e dei suoi principali elementi!

Ma andate a scopare il mare!

postato da: typesetter | 12:45 | commenti (2)

15/06/2004

Via Inve leggo questa fenomenologia del ristorante cinese ad opera di un@ irrimediabile provinciale (amen).
Al ristorante cinese io non ci vado per due motivi: perché il ristorante cinese standard mi resta indigesto e perché il ristorante cinese standard non ha altro che portate italocinesi che hanno la stessa aria di originalità degli spaggetti con polpette serviti nei ristoranti di Terre Haute (Il). Vado solo a pochissimi ristoranti cinesi che consoco di persona e in cui si mangai cibo cinese vero: adoro i pao zi (panini di farina di riso cotti al vapore e ripieni di carne), non mangio pinne di squalo solo perché il resto dello squalo viene buttato via, ma la razza è ottimerrima. Mangio con le bacchette per il semplice motivo che sono più facili da usare che non le posate.
In cambio vado il più spesso possibile al ristorante giapponese, il mio favorito essendo il Poporo (che ha anche l'incommensurabile vantaggio di essere a uno sputo dall'ufficio). Al ristorante giapponese si mangiano cose buonerrime, quali il epsce crudo, che se a uno piace il pesce, il pesce crudo piace di più, mentre se a uno non piace il pesce allora lo mangia cotto perché così sa meno di pesce. Adoro la soba e l'undon, ma la soba di più. Che cosa sono la soba e l'udon? Minestre. La medusa all'aceto di riso magari fa impressione, ma è buuonerrima, e siccome la'ceto di riso non sa d'aceto, mi paice pure lui. Non ho mai preso nè la birra cinese nè quella giapponese.



postato da: typesetter | 19:08 | commenti (11)